domenica 10 dicembre 2017

Quarta tappa del BLOG TOUR di The Rainbow Maker

Buongiorno Disasters, oggi Libri e Altri Disastri partecipa al Blogtour The Rainbow Maker , con un'esclusiva intervista a cura del boss, Ilenia!


Ciao Elena e ben approdata sul nostro blog! Partiamo con la richiesta base, per sciogliere il ghiaccio.. chi sei nella vita di tutti i giorni?
Ciao e grazie per ospitarmi in Libri e altri disastri, nonostante sia un incontro virtuale mi sento come se fossi veramente nel magnifico salotto che è questo blog, un luogo circondato di libri in cui chiacchierare per ore della passione in comune.
Chi sono… sono moglie, ma sono anche una figlia lontana… mi state mettendo in crisi con la domanda su me stessa, parlare di un personaggio è molto più semplice perché è costruito da connotazioni, ma parlare di se stessi ci costringe ad analizzarci e magari a scoprire, o a dover ammettere, qualcosa che non ci piace. L’autore è probabilmente il personaggio più complesso in ogni romanzo, perché non fa visibilmente parte della storia, ma in realtà in ognuno dei protagonisti batte un po’ del suo cuore, si agitano alcune delle sue paure e brillano una parte delle sue gioie.
Io assomiglio molto a Chetty, la protagonista di The Rainbow Maker, perché, per raccontarvelo con le sue parole …noi stiamo bene con la testa tra le nuvole, sempre in viaggio verso destinazioni immaginarie, trasportati alla deriva dalle correnti delle emozioni.
Perché non siamo fatti di materia; noi siamo sogni, batticuore e desiderio, e a contatto con la terra siamo come pesci fuor d’acqua.    
  
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Cosa significa per te scrivere?
Non mi sono proprio avvicinata, direi che questa è una passione viva da sempre anche se con risultati piuttosto disastrosi in passato. A sette anni ho chiesto e ricevuto una macchina da scrivere (si… avete capito bene… ormai è un reperto archeologico) di un acceso color ciclamino perché quella più sobria (caffelatte) di mio padre non stimolava abbastanza la mia fantasia.
L’amore con la macchina da scrivere è stato intenso, ma fugace (purtroppo se volevi aggiungere dei pezzi o fare modifiche dovevi ribattere di nuovo tutto).
Poi è arrivato il primo pc, e il ritorno di fiamma per la scrittura è stato così intenso che… non ridete… ho una storia in lavorazione da almeno vent’anni. Ogni tanto la rileggo, la correggo, aggiungo, cambio… e poi rimane lì in un cassetto “a maturare”.
Negli ultimi anni ho scritto alcuni testi per degli spettacoli dal vivo, esperienze in cui devi lavorare sempre per poi far figurare il nome di qualcun altro che baderà bene a non citarti mai, né come autore né come collaboratore.
Molte volte la rabbia repressa può essere davvero pericolosa, e così è nato il mio primo libro “Light and Shadow, rosso meraviglia”, un fantasy con cui ho scoperto che scrivere è davvero terapeutico come raccontano in tanti. In questo modo rispondo anche alla seconda domanda, scrivere per me vuol dire calarmi in un livello di concentrazione in cui sto bene e dove riesco a conoscermi e analizzarmi con sincerità.

Parlando di scrittura... Quale genere non riusciresti mai a scrivere?
Ecco una domanda facile! Avrei di sicuro problemi con l’erotico, credo perché nella mia vita ho sempre avuto difficoltà a manifestare i sentimenti. Farlo scrivendo è più semplice perché quando scrivi hai davanti solo lo schermo del pc, ma non riuscirei mai a fare quel salto. 

Ti piace scrivere quello che ami leggere o hai gusti diversi, tra lettura e scrittura?
Dipende dallo stato d’animo, ho scritto un fantasy e quando l’ho terminato non volevo più sentir parlare di questo genere. Poi è arrivato The Rainbow Maker, narrativa contemporanea, e un giorno mentre stavo ultimando le sue ultime riletture, mi è venuto in mente l’incipit per il seguito di Light and Shadow, cosa che io non avevo assolutamente intenzione di fare ma, da quel momento, ho cambiato idea e adesso lo sto scrivendo.
Per quanto riguarda i libri che leggo invece, non li scelgo mai in base al genere: prima leggo l’incipit, se lo trovo interessante allora apro il libro in qua e in là e, se supera l’esame, è mio.
Per “superare l’esame” un libro deve potermi essere da guida a livello stilistico, insegnarmi qualcosa e trasmettermi la sensazione che, dopo averlo letto, la mia scrittura sarà più pulita e in qualche modo migliore. 

Parlaci de "The rainbow maker: Il tirasomma della felicità". Di cosa parla? Come è nata l'idea di questo libro?
Dopo aver scritto un fantasy avevo necessità di “prendere una boccata d’aria” cimentandomi in qualcosa di diverso. In quel periodo ho letto alcuni estratti tratti da “La serie di Valeria” di Elisabet Benavent e ho capito di voler scrivere qualcosa di divertente,a tratti ironico, ma reale, ambientato nel mondo vero e ai giorni nostri. Non volevo una protagonista dotata di qualche super potere eccezionale (come nell’altro libro), ma volevo la donna in cui ogni lettrice si sarebbe potuta immedesimare e quella che chiunque avrebbe voluto vedere guardandosi allo specchio. Per questo motivo è nato The Rainbow Maker, una storia in cui Chetty, la protagonista, è in balia degli eventi come potrebbe capitare a chiunque: problemucci sul lavoro, rivalità tra colleghi, una gravidanza che non arriva, vicini impiccioni, il continuo sbattere la faccia contro il muro del “ce la farò?” e del “sarà la scelta giusta?”. Lei affronta tutto ciò in un modo davvero originale, facendo un ‘esperimento su se stessa: secondo il principio che la vita non può essere tutta nera o grigia, e che lei non è un sasso, quindi una volta toccato il fondo dovrà pur iniziare a risalire, Chetty inizia a cercare la felicità nelle sue giornate, in ciò che le accade e nelle persone che incontra. Lo fa in una maniera molto semplice, prima individuando un colore dominante per ogni giorno, e poi prendendo davvero in mano le redini della sua vita, e decidendo lei stessa da quale tinta essere illuminata giorno dopo giorno. 

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con il tuo libro?
Posso risponderti con una citazione tratta dal mio libro?
La felicità non è il sole a vita in piena faccia, non è sinonimo di non avere problemi; la felicità è quando qualcosa si inclina, e allora nell’ombra che ti cala addosso, ti rendi conto che chi ti è rimasto accanto inaspettatamente brilla.

Quanto c'è di autobiografico nel tuo romanzo? E cosa, tra quelle inventate, avresti voluto vivere veramente?
Il primo capitolo è totalmente biografico, da lì in poi Chetty inizia a vivere una vita staccata dalla mia, anche se le ho “regalato” alcune ansie riuscendo così, in qualche modo, a liberarmene. Ad esempio le ho ceduto tutte le paranoie legate all’uscita del mio primo libro, e anche alcuni differenti punti di vista tra me e mia madre.
D’altronde, come dice Chetty, “…ogni evento è scritto nel cielo del destino, perché qui giù, sulla terra, possa diventare una storia da raccontare”.
A lei invidio la capacità di risollevarsi, di accettare ciò che le capita trovandone il lato positivo, perché “…il segreto per sentirsi un briciolino meglio sta tutto nel cambiare la prospettiva…”. In questo modo Chetty ci dice di non fossilizzarci a compatirci per ciò che ci capita e che non ci piace, e che magari, osservando da un diverso punto di vista, la situazione potrebbe assumere sfumature differenti. 

Una piccola anticipazione sui tuoi prossimi progetti?
Attualmente sto lavorando al seguito di Light and Shadow. Il primo libro era interamente affrontato dal punto di vista della protagonista e ambientato per la maggior parte nel nostro mondo, con alcuni viaggi in altre realtà.
Il secondo libro farà invece sentire la voce anche di altri personaggi tra quelli che hanno affiancato Stella nel corso della prima avventura, e (almeno per il momento) si svolge interamente in realtà diverse da quella umana. Inoltre, grazie a dei flashback, verrà svelato tutto quello che era accaduto “prima dell’ombra” e che il lettore ha ignorato durante la lettura del primo libro, riabilitando probabilmente qualcuno… contro ogni aspettativa. Ops… ho detto troppo? 

Grazie per essere stata con Noi! In bocca al lupo per tutto
Già finito? Ormai avevo preso il ritmo… ;)
Grazie a voi per avermi ospitata

Se ve le foste perse, ecco le altre tappe del blog tour...




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