REVIEW PARTY: C'era una volta a New York di Cecile Bertod

Buongiorno Disasters,
oggi Libri e altri disastri partecipa al Review Party di C'era una volta a New York, il nuovo Chick-lit di Cecile Bertod, targato Newton Compton Editori.



Titolo: C’era una volta a New York
Autore: Cecile Bertod
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 6,99 e-book e 10,00 cartaceo
Sinossi:
L'amore può nascondersi ovunque, anche su una nave che salpa per New York
Parigi. Fin da bambina Sophie ha sognato di sposare un nobiluomo con una rendita sufficiente a garantirle il tipo di vita a cui è stata abituata: circoli esclusivi, vestiti d’alta moda, serate di gala. Ma, malgrado l’indiscutibile fascino, non è ancora riuscita a realizzare il suo proposito e, alla soglia dei ventotto anni, sa di non avere più molto tempo a disposizione. Alric, per quanto vecchio e terribilmente noioso, potrebbe rappresentare l’ultima possibilità per sistemarsi e così, una mattina, Sophie indossa il suo abito migliore e lo raggiunge, decisa ad accettare la sua proposta. C’è però una cosa che Sophie non ha previsto: il suo nome è Xavier. Un piccolo-borghese mai visto prima che irrompe nel salotto di rue d’Orsel deciso a infangare il suo buon nome. Xavier sostiene che Sophie non sia affatto la donna che vuol far credere, ma anzi, che un tempo sia stata la sua amante e ora gli nasconda suo figlio. Xavier non intende lasciarla andare prima di averlo ritrovato. Sotto lo sguardo sgomento di Alric, Sophie viene trascinata via e condotta su una nave che salpa per New York. E da quel momento inizia la sua sorprendente avventura… 
Recensione:
Quando Xavier fa
irruzione nel salotto di Alaric Besson per rapire la Contessa Riou, non ha idea di cosa lo aspetti. Sophie è bravissima in molte cose, ma fare l’ostaggio non è una di esse. D’altra parte, il pover’uomo credeva che si trattasse di un semplice scherzo, non avrebbe mai immaginato di doversi imbarcare insieme a lei per New York… o di dover convincere Sophie a fingersi sua moglie per tutta la durata del viaggio. Cosa posso aggiungere se non che ne vedrete delle belle?

«Voi…».
«Ascoltate», la interruppe, avvicinandosi.
«Voi siete solo un… un…».
«Non è come credete. Ora calmatevi e…».
«Un… Un lestofante, miscredente. No, voi siete la carcassa putrescente del più lestofante dei miscredenti. No! No, no, no, non basta. Voi siete il verme strisciante che si nutre della carcassa putrescente del cadavere esangue, riverso nella melma, ricoperto dai parassiti di uno zotico lestofante, miscredente e… e…».
«Dio del cielo, Sophie!», borbottò al culmine dell’indignazione.

Sophie non è una che le manda a dire, ha l’innata capacità di capitare sempre al momento sbagliato, nel posto sbagliato e di fraintendere ogni situazione. È caparbia e incapace di ascoltare. Xavier è, per usare le parole dell’autrice “la persona intelligente più stupida che fosse mai esistita”: con la sua ineguagliabile capacità di cacciarsi in un guaio peggiore dell’altro, non si rende conto che l’unico vero ostaggio è il suo cuore e che Sophie ne ha preso possesso senza che nemmeno se ne accorgesse. L’unico dubbio è se Xavier sia riuscito a fare lo stesso: la cinica Sophie Riou si accontenterà di un uomo senza titolo?

Frizzante, ironico, diversamente romantico. Come piace a me.
Non è una fiaba classica con una principessa in difficoltà che viene salvata dal cattivo di turno: sembra l’esatto contrario, in realtà è molto di più. Il viaggio da Marsiglia a New York è un viaggio alla scoperta di Sophie e Xavier, perché entrambi arriveranno a rivalutare le loro imprescindibili certezze, cresceranno, cambieranno e capiranno che esiste qualcosa di infinitamente più importante… qualcosa come l’amore.
Credo serva una grande abilità per riuscire a coinvolgere anche usando un narratore esterno, e a Cecile Bertod non è mancata nemmeno stavolta. Non ho mai nascosto di essere grandissima fan di quest’autrice e lo ribadisco ancora una volta: farebbe sembrare interessante perfino la lista della spesa!



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