mercoledì 23 maggio 2018

Le recensioni di Jessica: "Scommettiamo che è amore?" di Fabiola D'Amico


Adesso tocca a Jessica... oggi pomeriggio vi propone il terzo volume della serie Cupido di Fabiola D'Amico. Si è affezionata subito ai personaggi, soprattutto alla tenerissima Danielle di "Amore per tre" (una bambina indimenticabile) e al passionale, ma un po' stronzo Ethan Fieldman di "Io lo chiamo amore". Adesso è il turno di Lady Cupido in persona di stupirci...


Titolo: Scommettiamo che è amore? 

Autore: Fabiola D’Amico

Serie: Cupido Series – vol. 3

Edizioni: Newton Compton

Prezzo: 3,99 e-book, 5, 01 cartaceo

Genere: romance

Data di pubblicazione: 23 maggio 2018


Sinossi

Alexandra Miller, Ale per gli amici, è la fondatrice della Cupido Agency di New York. Giovane donna elegante, raffinata, sorridente, ama prendersi cura di tutti. Crede nell’amore, quello con la A maiuscola, e la sua missione è far incontrare le anime gemelle. La sua vita sentimentale, però, è a un punto fermo, e non sarà facile rimetterla in moto. Nemmeno quando l’improvviso malore di nonna Eloise la costringe a partire per Parigi, dove dovrà fare i conti col suo doloroso passato e con un futuro che non si prospetta roseo. Ma si sa, non ci si può opporre al destino, soprattutto se si presenta sotto le spoglie di un muscoloso brontolone di quasi due metri, affascinante, disordinato, diffidente e solitario. Riuscirà a resistergli, la nostra Miss Cupido? E lo scorbutico Jean-Luc, sostenuto dalla sua eclettica famiglia e dagli amici più stretti di Ale, toglierà i lucchetti dal suo cuore blindato, una volta scoperto che, al di là delle apparenze, il lato migliore della vulcanica Ale è la sua tenera fragilità?




Recensione

Abituata a credere che la perfezione sia la chiave di tutto, Miss Cupido sa che non potrà mai permettere a un uomo di avvicinarsi, di amarla, di illudersi. Non ci sarebbe futuro con lei: non potrà mai avere una famiglia, dei bambini. Ale è convinta di non avere niente da offrire, ma i suoi amici sanno che donna straordinaria sia. Se non fosse stato per lei nessuno di loro avrebbe trovato il lieto fine. Ethan (ah, il mio adorato Fieldman) le lancia una sfida irresistibile che la porta ad avvicinarsi allo scorbutico Jean-Luc. Riuscirà quell’uomo all’apparenza tanto rude a riscuotere Ale dal torpore in cui vive da anni? Sarà capace di vedere oltre la facciata che si è costruita?

Era da tanto tempo che aspettavo la storia di Ale, più o meno dall’inizio della serie e per delle buone ragioni. Avevo immaginato Miss Cupido proprio come una dea, una specie di fata madrina pronta ad aiutare chi ne aveva bisogno. Il quadro era ovviamente incompleto: perché la donna che più di tutte crede nell’amore, lo evita come la peste? Finalmente ho ottenuto tutte le risposte e ho conosciuto la vera Ale Miller, la donna forte più fragile che esista, dominata dalle sue paure e da una nonna che cerca di controllarla.

Jean-Luc sarebbe stato l’ultimo uomo che avrei immaginato al suo fianco. Non è il principe azzurro che avevo sognato per Miss Cupido, ma allo stesso tempo è vero, e migliore di qualsiasi fantasia. Jean-Luc è la dimostrazione che l’amore non è mai scontato e sa trovare il modo di farsi largo, inevitabile e inarrestabile… a volte anche dietro a una maschera.

In questo romanzo Fabiola affronta un tema – quello della sterilità – a dir poco difficile. Ci mostra i conflitti interiori di una donna che vive il suo problema come una menomazione, qualcosa che la renderà diversa dalle altre a prescindere da tutto. Una donna apparentemente sicura di sé diventa fragile quando si tratta di maternità, prendendo addirittura in considerazione un matrimonio di convenienza.

Come sempre ho apprezzato lo stile di Fabiola, il suo modo di scrivere è capace di catturare l’attenzione del lettore. Ho apprezzato anche i personaggi, ben caratterizzati e con mille sfaccettature. Tuttavia ammetto che ci sono stati anche momenti in cui la storia non mi ha convinta del tutto: avrei voluto capire meglio il rapporto di Ale con sua nonna, vederne una risoluzione. Avrei voluto meno carne al fuoco in certi momenti, ma più approfondita. È stata in ogni caso una lettura piacevole che vi consiglio.
P.S: il mio preferito rimane il secondo volume della serie, "Io lo chiamo amore". Ethan è Ethan.