Blog Tour: "L'sola degli eterni" di Monica Iemi - Tappa personaggi


E ora parliamo del libro di Monica Iemi "L'isola degli Eterni". In attesa di leggere la recensione della nostra Giulia, vi parliamo dei personaggi principali! ma attenzione... lo facciamo in puro stile Disastri: Giulia, infatti, è una psicologa e, per parlarvi dei personaggi, ha deciso di usare un metodo non convenzionale. Scopriamo insieme di cosa si tratta.


Titolo: L'isola degli eterni

Autore: Monica Jemi

Collana: SÀTURA

Prezzo: 16,90 euro


Sinossi

Per la dodicenne Giulia essere catapultata sull’Isola degli Eterni è fin da subito uno shock. In questo mondo parallelo vivono degli strani abitanti, che hanno smesso di invecchiare, di ammalarsi, di ferirsi e anche di morire. Sono in questa condizione da centinaia di anni, in una
realtà che sembra priva di guerre, di odio e di rancori. Insomma, abitano in un vero e proprio mondo ideale. In quel luogo misterioso Giulia stringe un patto per cui sarà costretta a trascorrere lì un mese all’anno, fino al giorno in cui, compiuti i vent’anni, sarà deciso tra lei e un altro dei prescelti, chiamati Indicati, chi potrà  accedere alla vita eterna. Ma c’è un prezzo da pagare per essere immortali. Le regole ferree che gli abitanti si sono imposti vincolano infatti la loro libertà, fino al punto che ogni emozione è bandita. Le dimostrazioni di affetto sull’Isola degli Eterni sono perfino illegali. Tutto l’opposto della vita sulla terra, dove Giulia interagisce con le persone che la circondano. Affetto, amicizia, amore, ma anche odio e dolore fanno parte del suo quotidiano, e non vengono controllate da regole. Di fronte a tutto questo, Giulia si trova quindi a dover scegliere tra razionalità ed emozione. Quale delle due avrà la meglio?

È davvero difficile smettere di essere se stessi. E questo, il libro, lo sa bene.
Per questo abbiamo deciso di non farlo - di non essere diversi da noi stessi - e sfruttare, invece, il poco del quale siamo capaci per giocare al gioco pericoloso dell’interpretazione. 
Come fossimo in una stanza illuminata dalla luce, dolce, della confessione e ci apprestassimo a incontrare alcuni degli abitanti di un libro che lascia lo spazio necessario all'immaginazione del lettore – poca o molta che sia. 
E, è risaputo, l’immaginazione corre più lontano della vista.


Giulia

Tu non lo sai – non subito – perché lei ti assomiglia. Eppure, lo fa. Assomigliarti. 
Non importa quanti anni tu abbia mentre leggi, quante avventure la vita ti abbia concesso, quanto corta o lunga sia la tua capacità di immedesimazione. 
Giulia, comunque, ti assomiglia. 
E non per le sue fattezze, delle quali peraltro e per fortuna non ti è dato sapere. Qualcuno potrebbe rivedersi nella sua capacità di adattamento, nella sua precoce arguzia o nella sua incoscienza. Qualcun altro nella disperata ricerca della salvezza o dell’amore o della salvezza dell’amore. Ancora – come è stato per me – nell'anarchia taciuta attraverso la quale divorare se stessi e il sistema dall'interno.  Ma non sarebbe comunque abbastanza.
La sua capacità di assomigliarti affonda in qualcosa di assai meno poetico e assai più umano: l’incertezza cui la vita ti costringe quando ti pone dinanzi alla scelta. Piccola o grande che sia, la scelta ti scava per strapparti da dentro la certezza e ti costringe a guardare ciò che sei. E questo, nostro malgrado, è qualcosa al quale non possiamo sottrarci. Ecco allora la forza di questo personaggio: trascinarti in una scelta senza alternative, se non apparenti, dinanzi alla quale sai di non sapere più. Chi sei e chi sarai, dopo.


Daniel

È davvero difficile smettere di essere se stessi. Ma imporsi di non esserlo è, senza dubbio, peggiore. Eppure, è l’artificio attraverso il quale, spesso, riusciamo a sopravvivere. Alla morte, alla vita, alla perdita. Quando il terrore ci agguanta, un attimo prima di permetterci di scegliere come rimettere insieme i pezzi, ci concede una tregua, un momento soltanto nel quale rimaniamo congelati, dissociati, svuotati. 
Lo chiamano freezing. 
L’attimo di Daniel si dilata, si solidifica, si stratifica e lo lascia così, statuario e distante, immobile di una apparente immobilità dell’anima. Lo incontri così anche tu, in quelle prime impressioni che lasciano un segno indelebile, ci sbatti contro e sull’ombra della sua presenza ti si infrangono gli occhi. E la speranza della redenzione, umana troppo umana (per citare il principe del nichilismo), ti fa venir voglia di odiarlo poi amarlo poi dimenticarlo poi scuoterlo e amarlo ancora. E non sei il solo.


Roger

Il dottor Duncan MacDougall ha effettuato alcuni esperimenti. Al termine dei quali ha concluso che l’anima dell’uomo ha un peso specifico. 
L’indice scheletrico di un vecchio che ti indica la strada, senza lasciarsi sfuggire alcuna indicazione e ti osserva passeggiare tra le ombre di una vita che ha già vissuto è quanto di più nitido io riesca a dire su questo personaggio. Niente a che vedere con la saggezza, amorevole, della vecchiaia cui siamo abituati. Piuttosto l’umanizzazione di quella parte insondabile e insondata che ci rende unici e che, secondo il dottor MacDougall, pesa 21 grammi: l’anima. Di ognuno dei personaggi. Dell’isola. Della storia nella sua interezza, per come ognuno è capace di scriverla.


L'isola

Per concludere: provate a immaginate il Signore degli anelli senza l’Anello. 
E poi, provate a rileggere l’intera opera senza di esso.
Ebbene. Sarebbe come immaginare l’isola degli eterni senza l’isola. 
Ecco perché questo luogo, perenne nel tempo dalle sue origini, è il personaggio necessario, del quale non riesci a cogliere immediatamente l’importanza ma senza il quale l’intero libro non sarebbe intero. Poco importa che tu riesca o meno a collocarlo in una regione geografica interiore cui senti di appartenere. L’Isola, come l’anello, ti renderà prigioniero di un viaggio perenne nel quale non è solo il tempo a fermarsi ma l’intera volontà di appartenere o fuggire. E scappare non sarà solo impossibile ma, alla fine, l’ultimo dei desideri.

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