Le Recensioni di Cecilia: "Addio Fantasmi" di Nadia Terranova


Cecilia questa settimana ci propone un testo di narrativa. Vi lasciamo la sua opinione per "Addio fantasmi" di Nadia Terranova, edito Einaudi.

Titolo: Addio fantasmi

Autore: Nadia Terranova

Edizione: Einaudi

Prezzo: €9,99

Genere: narrativa

Data di pubblicazione: 25 Settembre 2018



Sinossi

Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l'ha richiamata in vista della ristrutturazione dell'appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l'ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitré anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è più tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un'identità fondata sull'anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell'assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d'infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.

Fra il tramonto e la cena, l'assenza di mio padre tornava a visitarmi. Aprivo il balcone sperando che il temporale filtrasse dai soffitti e squarciasse le crepe sul muro, supplicavo la tramontana di trasformarsi in uragano e rovesciare in terra l'orologio e le sedie, all'aria il letto, i cuscini, le lenzuola. Non vuoi sapere che sono diventata grande, non ti interessa?, chiedevo, e nessuno rispondeva.






Recensione

“Tutti desideriamo qualcuno che ci ha lasciato, vorremmo con lui prendere un’ultima volta un bicchiere di vino fra i tavoli di un vicolo, fargli ancora le domande che gli abbiamo già fatto, abbandonarci al tepore, agli abbracci, a un profumo perduto, ispido e familiare, così come ci appare in sogno perché non potrebbe accadere nella realtà? Una volta, una volta soltanto.”
Di che parla questo libro? Affronta il tema della separazione, del trauma, dell’assenza, della scomparsa. Non della morte, ma della “non presenza”. Beh è con la tristezza nel cuore che scrivo perché io, al mio fantasma, non riesco ancora a dire addio.

Ida è un personaggio molto forte che si ritrova a Messina, nella sua città e casa natale, ad aiutare la madre con lo sgombero della casa da mettere in vendita. Ci avventureremo con lei tra luoghi, dialoghi e amicizie. Tutto gira intorno al trauma di Ida quando da bambina, alle 6:16 di un giorno qualunque, il padre se ne va. Lasciando sole lei e la madre.

Troppi silenzi regnavano in quella casa, il nome impronunciabile del padre, l’impossibilità di affrontare l’argomento non permetta alla protagonista di affrontarlo. E così per lei si trasforma in ossessione. Soffre di insonnia, ed ogni notte si inventa una nuova storia sulla fine che possa aver fatto il padre, su quel padre che ritorna, che muore, che non se n’è mai andato…

Perché è così, nella sua testa, il padre non è mai andato via. E il ritorno in quella casa resa così poco accogliente da quella mancanza, Ida si ritrova in mezzo ai fantasmi della sua infanzia e adolescenza. Ma deve sconfiggerli se vuole davvero andare avanti.

“Di casa ne avremo una sola per tutta la vita”, così gli dice Nikos, operaio che lavora al tetto, e Ida non si sente di appartenere né a quella casa né a quella di Roma, dove vive con il marito. E allora a cosa appartiene? Che luogo può davvero chiamare casa? I fantasmi hanno infestato le abitazioni che conosce e non riesce più a tenerli a bada. Sente il padre nell’acqua dei termosifoni, nell’umidità della casa. Lo vede quando esce, quando fa ritorno ai luoghi che hanno segnato la prima parte della sua vita.

È un libro duro, forte e coinvolgente. Lascia un senso di tranquillità e speranza, nonostante la tristezza in sottofondo sempre presente. Una storia davvero ben scritta e commovente in alcuni passaggi. Che insegna a tutti che ognuno di noi lotta contro un fantasma, che sia di una persona, di una malattia o di qualunque altro genere. Ci insegna a non sottovalutare mai il dolore altrui, anche se spesso e volentieri non lo vediamo, c’è o c’è stato e ci si porta dietro gli strascichi di ciò che è stato.
“Non faccio nulla: osservo, e gli estraneimi appaiono per quello che sono, che siamo,un gruppo di sopravvissuticiascuno alla propria battaglia.”


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