"Soprattutto con te" di Mia Sheridan


Recensione per conto del blog Les Fleurs Du Mal

Come si reagisce a un trauma? Qual è il modo giusto di andare avanti con la propria vita? Come si può scendere a compromessi con la realtà quando vorresti solo sognare ad occhi aperti? Come puoi riempire quegli spazi vuoti? Sono alcune delle domande che si pongono i nostri personaggi. E, mai come in questo periodo, capisco le loro anime stropicciate.

Soprattutto con te è un romanzo ad alto contenuto doloroso. Gabriel e Crystal hanno incontrato il diavolo, seppur in modi diversi. Tanto fisico quanto emotivo, non per questo un trauma sia meno importante dell’altro. Mia Sheridan, vera artista delle emozioni, ci fa entrare subito in sintonia con entrambi, facendoci quasi ringraziare per le nostre cicatrici.

Quando meno cerchi qualcosa e più l’universo decide di darti filo da torcere, mostrandotelo in tutti i luoghi, fiumi e laghi. Ah, no, quella è un’altra storia. Ma, di fatto, è quello che succede a Crystal. Era solo una bambina quando si è vista strappare tutto da chi avrebbe dovuto darle il mondo. Questo l’ha resa cinica, dura, rassegnata. Non chiede nulla alla vita, la speranza per lei è morta e sepolta. Ha accettato il passato e vive nel presente senza pretese: il lavoro fa schifo, ma a cosa serve cercare di meglio? Non se lo merita, giusto? È questo il brutto di un trauma. Pensare di meritarlo. Ti lascia sfibrato, senza forze di combattere, è più facile adattarsi. Crogiolarsi quasi nella commiserazione, fare spallucce giorno dopo giorno.

A volte, in questa vita, ci portiamo addosso etichette dolorose e limitanti, che ci siano state assegnate dagli altri o da noi stessi.

Gabriel è il suo opposto. Badate bene, non c’è nessun Grumpy e nessuna Sunshine, anche lui non sprizza arcobaleni da ogni poro. Ma si rifiuta di essere il suo trauma. Per anni è stato l’oggetto di bisbigli, di dita puntate e pettegolezzi. È un uomo, non una notizia. Cerca quindi di reagire, di combattere i mostri che gli fanno ancora compagnia. Crystal è la sua occasione, nonostante lei sia reticente. Perché aiutarlo significa non rimanere estranea ai fatti, vivere la situazione in prima persona, sentire nuovamente delle emozioni che non siano il disgusto e l’indifferenza.

Il sole continuò a sorgere, proiettando la sua luce sulla terra, illuminando l’oscurità e scacciando le ombre di ciò che era stato. E ogni singolo giorno mi ricordava che la vita, nonostante potesse essere dolorosa e solitaria, era anche piena di arcobaleni sull’acqua, campi di narcisi e angeli nati dalla roccia. Era piena di fiori delicati che, contro ogni pronostico, trovavano la forza di rivolgere la faccia al sole e crescere rigogliosi. Era piena di miracoli che arrivavano quando meno te lo aspettavi, e della consapevolezza conquistata a fatica che la guarigione, proprio come la roccia, è solo sabbia, pressione e tempo.

Ma le cicatrici profonde hanno bisogno di tempo per guarire, di cure amorevoli e caparbie. I fantasmi del passato hanno i superpoteri, cioè quello di cancellare i progressi di una vita in un solo istante... assistere a come Crystal e Gabriel li combatteranno è catartico, veramente.

Se conoscete già la penna di Mia Sheridan, non scoprirete l’acqua calda. Si conferma ancora una volta come autrice talentuosa, che tratta argomenti spinosi con delicatezza. Certo, non si può paragonare questo libro al più famoso Archer’s Voice, sono storie completamente diverse. Ma, proprio come per Bree e Archer, anche Crystal e Gabriel riusciranno a toccare la vostra anima.

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