"Patto con il diavolo" di Elizabeth O’Roark


Durante il turno di notte ho molti momenti morti, che cerco di riempire leggendo. Spesso succede che apro l’app Kindle, scorro i libri e, complici i colleghi, schiaccio su un titolo a caso. Ecco, mi sono ritrovata così a leggere questo libro. L’ho comprato per cover e garanzia della Triskell Edizioni, ma non avevo la benché minima idea di cosa parlasse.

Un diavolo e una ragazza che ha bisogno di risollevarsi. Un uomo dispotico, che tiene lontano tutti. Hayes si mostra come un playboy, un chirurgo estetico imperturbabile, troppo impegnato anche per girare lo zucchero nel caffè... o cacciare le donne dal proprio letto. Tali, pur bisognosa del lavoro, non ha intenzione di abbassare la testa e dire Sì, capo.

Inizia così la loro storia. Nei dettagli di piccoli gesti, nei battibecchi. Un frullato dopo l’altro, Tali tiene testa ad Hayes, evitando di gonfiare ancora di più il suo ego... ma prendendosi cura di lui. Lei è fatta così: c’è per tutti, evitando di mettersi al primo posto. Lo fa con il suo capo, con il suo amico (assistente di Hayes ma in congedo familiare), con la sua famiglia.

È proprio Tali a mostrarci il buono e il cattivo di un cuore grande. È stupendo avere al nostro fianco qualcuno così, che spazza lontano le nubi minacciose e facendoci riscaldare dai raggi del sole. Ma sono proprio queste persone le prime a rimanere ferite. Tali non si è ripresa da un lutto, dalla fine della sua relazione storica. Non sa più cosa significhi fidarsi, né degli altri né nelle proprie capacità. Dopotutto, quando hai tante ferite da leccare, non ti ritieni capace di prendere decisioni giuste.

Il punto non era se potevo o meno fidarmi di nuovo di un’altra persona perché l’amore non è uno scambio. Non è qualcosa che si dona solo se può essere restituito in egual misura. Amare significa consegnare il tuo fragile cuore a qualcun altro perché desideri che lo possieda a prescindere dalle sue reazioni. Lo fai perché lo ami più di quanto ami te stessa.

La paura di sbagliare e allargare quegli squarci nell’anima è così ancorata che ti tira giù, facendoti toccare il fondo più e più volte. Ricordate i battibecchi di cui sopra? Ecco, è grazie alla sua lingua tagliente, a un’anima da guerriera, che Tali rimette insieme i pezzetti... aiutata da Hayes e la colla magica. No, non è un doppio senso, maliziosi!

Casa è il suono della risata di Hayes, vederlo scostarsi i capelli dagli occhi o bere con riluttanza un frullato che odia solo perché gliel’ho preparato io. È il modo con cui si sforza di non sorridere quando imito il suo accento o la sua particolare propensione a dire sempre le cose peggiori. Casa è Hayes e mi mancherà ogni minuto della giornata per molto, molto tempo.

Certo, non mancano scene spicy, la tensione si capta fin dalle prime righe... ma Hayes, in realtà, l’aiuta a credere nuovamente in sé stessa, a raggiungere i suoi obiettivi che temeva andati in fumo. Per ampi tratti, Tali e Hayes ballano un valzer ben sincronizzati. Ogni dettaglio, ogni scena, ogni parola, è un incastro perfetto, una nota azzeccata per la loro colonna sonora. E, senza neanche accorgertene, ti ritrovi a leggere i ringraziamenti. Con il cuore colmo, come se fossimo stati coccolati a lungo. Quando un libro ti lascia questa sensazione, non si può NON consigliarlo.

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