Review Party: "The Sweet spot" di Adriana Locke
Adriana Locke è una di quelle autrici che compro a scatola chiusa: so che, indipendentemente da quanto sadismo scatenerà contro i suoi personaggi, amerò la storia che ha pensato. Sa scandagliare gli abissi più oscuri del dolore, trattandolo sempre con rispetto (cosa non scontata come si pensi); sa utilizzare l'ironia come arma di difesa, regalando ventate di freschezza. A ogni libro, provi a prepararti ma non sai mai cosa ti riserverà. Parti per un viaggio, se all'inferno o in paradiso lo scoprirai solo alla fine.
Quando è stata annunciata questa uscita, ho voluto fortemente leggerlo, attratta dalle vibes frizzanti e una cover pazzesca.
MIGLIOR. DECISIONE. DI. SEMPRE.
Ho finito il libro in poche ore, incapace di staccarmene. Il sonno? sopravvalutato. La storia di Palmer e Cole meritavano tutta la mia attenzione.
Rinuncio alla lotta ed esalo un respiro che si condensa nell’aria.Perché di questo si tratta, una lotta costante per non pensare a lui.
Le vibes frizzanti fanno pensare a una storia leggera, l'ironia aiuta a consolidare questa idea, ma in "The sweet spot" c'è molto di più. Palmer, madre single che si deve barcamenare tra lavoro, suo figlio, un ex compagno che non ha capito come funziona la paternità - o gli impegni, né le responsabilità, e il far quadrare i conti. Sogna stabilità ma è disillusa, pensa di aver perso quel treno.
Cole arriva in quella piccola cittadina dove tutti conoscono tutti per far visita ai genitori e per scappare dai mostri che pensa di aver lasciato a casa. E' andato in pensione presto e facendo notizia: nel fiore degli anni, uno dei migliori giocatori di baseball annuncia il ritiro, come un fulmine a ciel sereno. Allontanarsi da casa, dal suo manager, dall'incognita del futuro è terapeutico... incontrare Palmer lo è, però, di più.
C'è quella tensione improvvisa, quel sentirsi affascinato da un'altra persona nonostante i nostri campanelli d'allarme suonino a gran voce. Palmer e Cole gravitano l'una verso l'altro, una danza tra il vorrei e il non posso. L'amore è subdolo, quando arriva puoi ignorarlo, ma con scarsi risultati.
Cole mi rende facile essere me stessa.Rende facile farsi piacere.Rende facile fare tutto, tranne respirare.
soprattutto quando ti sembra così giusto stare con una persona. E allora ti armi di coraggio e fai un salto nel vuoto. Cerchi di non pensare al fatto che non hai controllato il paracadute, decidi di goderti il panorama.
Non puoi sapere dove ti porterà la vita. Devi solo avere pazienza e credere che tutto funzionerà. Devi fidarti del fatto che le sfide, le difficoltà, tutti i momenti che ti piegano in due, ti stanno solo rendendo più forte, più resiliente e decisamente più preparata per quello che ti aspetta. Perché c’è qualcosa che ti aspetta. C’è sempre un’altra stagione. Per alcuni, è affrontare una malattia e le sue variabili sconosciute. Per altri, è imparare ad andare avanti quando la vita sembra tetra. Ma ciò che rende tutto sopportabile è l’amore. Disordinato, complicato, bello e duraturo.
Ed è in questa citazione che la Locke ti conquista definitivamente. Perché parla di cose reali, di dubbi e dolori che abbiamo provato tutti noi. Prende Palmer e Cole, li mette davanti alle loro paure più grandi: scappare lontani o affrontarli, questo è il dilemma. Se scappi, se ti fai condizionare dai dubbi, dalle paure che ti stringono la gola, dai fantomatici "e se...", rischi di perderti qualcosa di meraviglioso.
La vita è una. A tratti splendida, altri ingiusta. Va trovato un equilibrio, si deve imparare a far pendere la bilancia verso la parte meravigliosa di questa esistenza. E se, durante la ricerca di questo equilibrio, trovi quella persona che crede in te, che ti cammina al fianco offrendoti supporto incondizionato... beh, hai trovato il tuo "sweet spot".
Questa storia mi ha colpito profondamente, mi ha fatta emozionare a tradimento. Senza alcun dubbio, "The sweet post" concorre per il titolo di miglior lettura del 2025!
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