“Leland e il vagabondo” di Jackie North
Mi trovo in un periodo di profonda difficoltà riguardo le letture. I classici romance mi hanno un po' annoiato, li trovo tutti uguali, ripetitivi, scontati. Certo, la differenza la fa sempre il modo di scrivere di un autore rispetto ad un altro, ma non ho più trovato la scintilla che mi tiene incollata alla lettura. La mia unica valvola di sfogo, ultimamente, sono gli M/M. In questo filone di libri è sempre presente un po' di ANGST, vuoi per la difficoltà dei protagonisti a svelare la loro vera natura, vuoi per mostrare il coraggio necessario a confessare i propri sentimenti. Il vero scossone me lo ha dato una precedente lettura che aveva anche un po' di dark, poi è arrivato questo, quasi in sordina, in punta di piedi direi.
Mi ha catturato la cover in primis, poi la trama. Il mondo dei Cowboy è sempre affascinante per me e mi immaginavo una storia di uomini duri, di protagonisti caparbi e poco malleabili…beh, niente di più lontano dalla realtà. Questo libro è una vera e propria coccola per l’animo. Mi ha preso talmente tanto che nel corso della giornata, quando la quotidianità assorbiva il mio tempo, il mio unico pensiero erano Leland e Jamie. Volevo sapere come si sarebbero evolute le cose tra loro e allo stesso tempo avevo timore che la lettura arrivasse al termine.
Ma partiamo dall’inizio. Jamie è un ragazzo ventenne che, nella sua breve vita, ha già sperimentato quanto possa essere crudele e ingiusto il mondo, a partire da quei genitori che lo hanno gentilmente accompagnato alla porta dopo che aveva fatto coming out. Ha dovuto lasciare l’università e trovarsi un lavoro che lo ha messo a dura prova, con un datore despota e spietato, così, come erano anche i suoi coinquilini. Quindi, stanco della sua vita, spende quasi tutti i suoi averi per prendere un Grayhound che lo porta al Farthindgale ranch. Non viene accolto molto bene proprio da Leland che, a prima vista, lo considera un vagabondo soprattutto per il suo aspetto esteriore trasandato e disordinato.
Jamie è un ragazzo apparentemente fragile ma in realtà è forte e volenteroso di rialzarsi e vivere a testa alta. È una descrizione accurata e sincera quella che l’autrice fa di quest’anima ingenua e bisognosa di entrare a far parte di quella piccola comunità che è il ranch. Leland, dall’altra parte, è un uomo che ha vissuto da solo per la maggior parte della vita, intento solo a far bene il suo lavoro e ad accollarsi tutte le responsabilità del caso. Ma scopriamo poco a poco che è un uomo romantico, vecchio stampo, di sani e saldi principi.
Era un uomo pratico, ma in quel momento doveva allontanare quella parte di sé e dire ciò che aveva nel cuore. Dire la cosa che avrebbe convinto Jamie a restare. «Mi piacerebbe che tu restassi. Voglio che tu rimanga. Rimani al ranch e trova quello che fa per te, in termini di lavoro. Per quanto riguarda me e te, vorrei…vorrei corteggiarti, farlo con calma. Farlo come si deve, questa volta.«Corteggiarmi?» chiese Jamie con una piccola e dolce risata. «Sei un cowboy vecchio stile, ecco cosa sei.»«Si, lo sono.» disse lui, sentendo un sorriso sul viso. non se ne vergognava ma non lo aveva mai ammesso a sé stesso. «Ho un cuore all’antica, che vuole corteggiarti. Rimarrai al ranch e me lo permetterai?»
Mi sono innamorata follemente di questi protagonisti principali, e, allo stesso modo, di quelli secondari, per questo sono andata alla ricerca e ho scoperto che è una serie composta da sei libri, con i relativi sei protagonisti. Spero vivamente, quindi, che la Quixote pubblicherà anche le altre storie.
È una trama scritta in terza persona al passato, e non è la prima che mi capita di leggere ultimamente, forse è la nuova tendenza e devo dire che non mi è dispiaciuto, sono riuscita ad entrare nella storia e ad emozionarmi con loro. Emozioni appunto, tenerezza e dolcezza, paesaggi e descrizioni di tramonti mozzafiato, mi hanno accompagnato dall’inizio alla fine tanto che, dopo due giorni dalla conclusione, Leland e Jamie ancora girano nella mia mente. Bello, bello, bello e…fortemente consigliato!
Tuttavia, non mi sento di dare un punteggio pieno per via di un editing non troppo perfetto...ma qualcosa di significativo me lo ha lasciato: la rinnovata voglia di mettere nero su bianco le mie impressioni, cosa che da tempo avevo perso!



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