"Gli anni in bianco e nero" di Francesca Giannone


 "Gli anni in bianco e nero è stato un bellissimo viaggio nei sentimenti. Uno spaccato di vita intenso, emozionante, struggente, ma vero. Quasi un film in bianco e nero, vissuto attraverso le immagini riprese dalla piccola regista Mimì con le sue amate telecamere, “Anita” e “Sofia”.

In questo meraviglioso libro viene raccontata la vita di una semplice famiglia degli anni Sessanta, attraverso una girandola di emozioni, scelte, amori, sogni e anche grandi delusioni.

Francesca dipinge una società amara, ma anche dolce, grazie all’amore, all’unione e alla voglia di vivere in libertà delle quattro sorelle Elia.

La storia viene raccontata da Domenica Elia, detta Mimì, la più piccola della famiglia. Una ragazzina sveglia, intelligente, curiosa e amante del cinema, con tante ambizioni e tanti sogni nel cassetto.

Mimì si reca spesso al cinema Apollo dal suo amico Cosimino e, di nascosto, guarda i film dei grandissimi registi italiani: Federico Fellini, Sergio Leone e Michelangelo Antonioni. Leggendo, mi sono immaginata le locandine vintage e le bellissime scene dei film, con un’intramontabile Sophia Loren e un’iconica Anita Ekberg.

Leggere questo libro è come fare un tuffo nel passato.

Un passato completamente diverso dal nostro, soprattutto per la famiglia Elia, composta dalle quattro sorelle Giovanna, Maria, Ada e Domenica, da una mamma sottomessa ma buona e da un papà burbero, molto severo e democristiano convinto.

L’unico posto che rende libero l’universo femminile di questa famiglia è la loro sartoria. Qui prendono vita la loro immaginazione e la loro vena artistica.

Giovanna e Maria lavorano in sartoria, Ada invece lavora in fabbrica e Mimì studia. La narrazione è molto piacevole perché racconta tutte le sfumature delle ragazze: Giovanna, sanguigna e testarda; Ada, un po’ remissiva e taciturna; Maria, una donna forte e razionale; e poi Mimì, che è un mix delle sorelle. Sicuramente è uno dei personaggi che si fa amare di più dal lettore, perché un po’ ingenua, ma anche molto caparbia.

Conosceremo tutte le loro storie, intrecciate e intriganti, e, nonostante le differenze di età e di ideali, le sorelle rimarranno unite fino alla fine. Il loro legame va oltre tutto e fa capire quanto la sorellanza sia un collante importante, un punto di riferimento nella vita di tutte loro. Tra Lecce, Milano e Roma assisteremo a tante battaglie, sia per amore sia per ideali politici.

Le quattro sorelle mi mancano già. Mi piacerebbe sedermi con loro su una panchina a chiacchierare amabilmente e vorrei anche confrontarmi con l’autrice sulle scelte fatte nel libro.

Grazie, Francesca, per questo viaggio che non risparmia gioie né dolori, ma che ti segna nel profondo.

Commenti

Post più popolari